Alberto Castaldini, Comunità e Destino, Centro Studi per la Val di Sole, 2020
Il volumetto Comunità e destino, col pregevole, ricco, profondo, denso testo di Alberto Castaldini e le suggestive fotografie di Romina Zanon che lo corredano (raffinatissimo il bianco e nero), edito dal “Centro Studi per la Val di Sole”, invita e stimola a molteplici riflessioni e considerazioni che oggi, in un’epoca contraddistinta da sempre crescenti movimenti di popolazione, appaiono più che mai attuali. Non è un testo che descrive una determinata valle, anche se è dedicato alla Val di Sole, nel Trentino occidentale, ma per quanto da esso scaturisce è applicabile a tutte quelle zone montane nel cuore dell’Europa, ma non solo, che, a prima vista, sembrerebbero essere predisposte o, addirittura, condannate all’isolamento. L’autore, però, nella sua trattazione ci porta oltre le apparenze e ci invita a considerare come la natura stessa abbia dotato le valli di svariate possibilità di aprirsi verso l’esterno, di poter spaziare oltre i propri angusti confini; tali molteplici possibilità sono costituite dalle vette, al di là delle sommità delle quali si scorgono altri spazi; dai passi, transiti naturali da una valle all’altra e, perciò, da una comunità all’altra, da una cultura all’altra, dai fiumi, vie d’acqua che simboleggiano la possibilità di sviluppi, di interruzioni, di svolte e che, grazie al loro corso, consentono l’orientamento, così come lo consentono i versanti boscosi cui lo sguardo si volge per scorgere il confine posto tra gli alberi e i versanti prativi. Questo porta, e ha portato nei secoli trascorsi, a facilitare gli incontri con “l’altro”, con il “diverso” da sé. Molto spesso tale incontro è stato vissuto come una minaccia alla salvaguardia della propria identità, determinando un atteggiamento ostile nei confronti di quello che, soventemente, nei nostri paesi, è stato definito “foresto”. Ma – come scrive Castaldini – ogni esistenza si sviluppa e perfeziona anche nella vicinanza di un’alterità, nella sua differenza. Incontro, relazione, vicinanza con l’altro, confronto, significano pure ampliare la memoria di una Comunità, la quale, così, non rimarrà meramente circoscritta a se stessa e, di conseguenza, destinata all’immobilità, alla non evoluzione, ma diverrà memoria condivisa: Grazie al verbo della relazione [..] i ricordi esistenziali diverranno la memoria di quel luogo. E la parola, trasmettendola con la narrazione comunitaria, la custodirà. Quindi un cammino insieme, perché il destino di sé e della comunità è progressiva enunciazione di un cammino, cammino che si svolge sulle fondamenta della propria identità, ma che per sua natura non esclude la sperimentazione dell’ignoto. L’incontro con l’altro, la strada percorsa insieme all’altro, consentono a una comunità di acquistare slancio vitale e di far sì che essa non sia mai interamente compiuta, ma sappia aprirsi alle possibilità del suo rinnovamento, pur garantendo la propria cura, cioè salvaguardando, nel contempo, la propria identità di base.
Alberto Castaldini, Comunità e Destino, Malè (TN), Centro Studi per la Val di Sole, 2020, pp. 48, fotografie di Romina Zanon.







