Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui Nova Gorica e Gorizia hanno vissuto un’esperienza unica e indimenticabile: essere Capitale Europea della Cultura. L’inaugurazione dell’8 febbraio 2025 ha visto la partecipazione di migliaia di persone, associazioni culturali e ricreative, istituti, scuole e enti pubblici, che hanno percorso le due città con gioia ed entusiasmo, creando un’atmosfera di festa e di condivisione.

Un altro momento centrale è stato la consegna del premio Santi Ilario e Taziano “Città di Gorizia” al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e all’ex Presidente sloveno Borut Pahor. Un giorno particolarmente significativo e commovente che ha sottolineato l’importanza della collaborazione transfrontaliera e della valorizzazione del patrimonio culturale comune.

L’anno della Capitale della Cultura ha visto anche la realizzazione di importanti opere pubbliche, utili alla città e al territorio, nonché la presentazione di stupendi concerti con grandi eccellenze locali. Tuttavia, non sono mancate alcune criticità, come la mancanza di strutture ricettive e ristoranti, soprattutto nei fine settimana, o il ritardo nella realizzazione di diverse infrastrutture. Anche alcune sedi museali hanno avuto delle importanti ristrutturazioni ma troppo lente come i magnifici musei di Borgo Castello

Tra le molte iniziative culturali, si segnalano la mostra dedicata ai Borboni di Francia in esilio a Gorizia, proposta dalla Fondazione Coronini Cronberg, che ha riscosso un grande successo, la mostra dedicata ad Anton Zoran Music o la mostra sul tesoro di Aquileia non all’altezza delle aspettative. Importanti anche il restauro della Cappella del Santo Spirito in Borgo Castello e la apertura al pubblico nei fine settimana del tesoro dell’Arcidiocesi all’interno della Cattedrale Metropolitana.

Per quanto concerne l’Associazione “Centro Tradizioni Popolari di Borgo San Rocco” nel 2025 ha realizzato importanti progetti culturali dalle pubblicazioni enogastronomiche, storiche, al concorso transfrontaliero “Balconi, giardini,orti fioriti”, alle passeggiate dedicate a temi storici locali con la traduzione simultanea in diverse lingue. Il Centro tradizioni in quest’anno eccezionale ha supportato le istituzioni pubbliche in numerosi eventi collaborando anche con sodalizi sloveni.

La rivista “Borc San Roc 37” del 2025 vuole continuare a valorizzare le lingue locali, il friulano e lo sloveno, con contributi scientifici che toccano personalità, luoghi, storie, architetture, arte e ambiente di Gorizia e del Goriziano. Questo numero si apre con l’anniversario speciale della cinquantesima Rassegna d’arte campanaria denominata “Gara dai scampanotadors” che si è svolta il 10 agosto con la partecipazione di oltre settanta campanari provenienti da tutto il Goriziano e dalla Slovenia. In questo numero si segnala l’importante ricerca in lingua slovena sul sacerdote Goriziano Giovanni Maria Marusig, con indagini e analisi del tutto inedite sopra i suoi scritti, la lingua friulana utilizzata nel seicento e l’analisi comparata con altri autori coevi. Vi sono poi interessanti contributi dedicati alla storia e alla storia dell’arte da parte di Bruno Pascoli, Diego Kuzmin, Giulio Tavian, Federico Vidic, oltre che all’ambiente di Sonia Kucler e alla lingua friulana di Francesca Vuaran

Una parte importante della rivista è dedicata al professor Sergio Tavano (1928-2025), scomparso in febbraio, che ha segnato la storia e la storia dell’arte dell’Alto Adriatico. Il professore è stato ricordato da diversi studiosi locali che ne hanno tracciato particolari inediti della sua personalità multiforme e complessa. È stato un grande collaboratore del Centro per le Tradizioni e della rivista, nonché docente universitario e membro delle più prestigiose istituzioni culturali della mitteleuropea. La sua eredità culturale sarà ricordata e celebrata a lungo.

La Capitale della Cultura ha rappresentato un’opportunità unica per rafforzare la collaborazione transfrontaliera e tra istituzioni, associazioni e cittadini, e la rivista Borc San Roc 37” vuole continuare a essere un punto di riferimento per la valorizzazione del patrimonio culturale e linguistico del Goriziano.