Borgo Fornasir
Tessera friulana del mosaico mitteleuropeo (1933 – 1952)
Contenuti extra
La pubblicazione BORGO FORNASIR. Tessera friulana del mosaico mitteleuropeo, a cura di Nicolò Fornasir, edita da ICM-Istituto per gli Incontri Mitteleuropei di Gorizia, è integrata in questa pagina della rivista Kadmos di ICM da contenuti extra pdf e multimediali.
La pubblicazione e i contenuti extra sono pubblicati con il contributo della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia L.R. n. 16/2014 art. 27 quater. — Avviso pubblico per la realizzazione di eventi e manifestazioni volti a favorire l’approfondimento e la conoscenza della storia del Novecento. Anno 2023
Progetto dell’Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei – ICM:
Borgo Fornasir: tessera friulana del Mosaico Mitteleuropeo


Il libro racconta il Borgo Fornasir dalla fondazione nel 1933 al 1952. Una storia legata alle figure dei cugini Dante e Francesco Fornasir: il primo ingegnere, tecnico di fiducia e progettista dei Cantieri Navali dei Cosulich e della Nuova Monfalcone, è l’ideatore, progettista e costruttore del complesso edilizio. Il secondo di vent’anni più giovane, protagonista nel mondo cattolico della Bassa, ha progettato e diretto la trasformazione della zona paludosa del Manolet in una florida Azienda Agricola. Con le loro mogli, assieme a tutti i residenti e le persone impegnate nei lavori, costruiscono e danno vita a una Comunità: un microcosmo dai forti caratteri mitteleuropei, proiettato verso un ideale di futuro attraverso un’esperienza collettiva affascinante e irripetibile.
Una storia vissuta in un territorio che abbraccia la Bassa Friulana, il Goriziano storico, Monfalcone e Trieste, profondamente coinvolto nelle vicende del Confine Orientale tra le due Guerre Mondiali e nel tragico ma appagante cammino dal nazifascismo all’Italia Democratica e Costituzionale. In un tempo ispirato dal bisogno vitale di ritrovare il senso profondo dell’umanità e dell’universale spirito di fratellanza.
Autore: Nicolò Fornasir
Co-autori: Fulvio Salimbeni, Veronica Salimbeni
Coordinamento redazionale: Paolo Iancis
Editing: Valentina Vidoz
Contenuti extra multimediali a cura di Romeo Pignat, Manuela Coassin
PUBBLICAZIONI
Bollettino di Cervignano del Friuli e Pradiziolo
Inaugurazione di nuova Chiesa
20 novembre 1940
L’inaugurazione della Chiesa “Madre di Dio” del Borgo Fornasir, il 24 novembre 1940, è il momento culminante della storia di questa Comunità, rappresentando ufficialmente il compimento di un progetto e la realizzazione di un sogno, con tutto il suo carico di fede.
Anche il Bollettino di Cervignano del Friuli e Pradiziolo accoglie questo evento, dedicandogli un intero numero, che percorre la genesi del Borgo presentandolo con dovizia di dettagli, dopo un’introduzione che consegna idealmente a tutti i Cervignanesi la nuova Chiesa:
“Oggi il bollettino di Cervignano e Pradiziolo esce in veste nuziale, tutto festa e tutto gioia, perché in parrocchia s’inaugura una nuova Chiesa, si consacra un nuovo altare, fonte inesausta di benedizioni e di grazie!
Cervignanesi! accoglietelo
Benedicendo e beneaugurando.”
Mater Dei
Messa a quattro voci dispari
con accompagnamento d’organo ed harmonio del Maestro Lino Bradaschia
“Alla Madonna della Chiesetta di Borgo Fornasir” viene anche dedicata una Messa composta dal Maestro Lino Bradaschia e il cui spartito è edito dalla Casa Musicale GIULIANA di Trieste.
Il Nerofumo di Elia Fracarossi
Testimonianza di un’artista unica, legata a Borgo Fornasir
La storia di Borgo Fornasir è una vicenda di gente umile ma volitiva e capace, portatrice di quello spirito friulano che spesso sorprende per i suoi lampi di creatività. Molte volte sono le donne a essere silenziose protagoniste di questo mondo industrioso e ingegnoso. Tra queste ci piace ricordare Elia Fracarossi, che spesso frequentava a Borgo Fornasir la cugina omonima: moglie di Francesco Fornasir e madre di Nicolò.
Elia era nata Tolloi: figlia di Redento, geniale costruttore di attrezzi da lavoro, poi donati dalla famiglia al Museo della Civiltà Contadina di Farra d’Isonzo, e sorella di Bruno, apprezzato e premiato designer nel settore dell’arredamento. È forse in questo ambiente fertile che Elia maturò quasi segretamente un proprio talento artistico, creando pregevoli monotipi d’ispirazione romantica, realizzati con una tecnica tutta sua denominata “nerofumo”: una lastra di vetro veniva affumicata con la fiamma di una candela, creando un etereo strato di materia, sul quale Elia lavorava a “levare” il superfluo, dando vita a raffinate stampe. Un’artista autodidatta riscoperta quasi casualmente da Nicolò Fornasir e definita “straordinaria” dal maestro goriziano Franco Dugo, sia per la qualità espressiva delle sue opere sia per l’unicità della tecnica di sua invenzione, che non trova altri riscontri nel mondo artistico. Qui vogliamo ricordarla con il catalogo dedicato ai suoi monotipi, pubblicato nel 2013 ad accompagnare quattro mostre personali nel territorio.
CONTENUTI VIDEO
Scene di vita di Borgo Fornasir
La passione dell’ingegner Dante Fornasir per la documentazione cinematografica ci ha lasciato molte riprese dedicate a scene di vita del borgo. Sono state effettuate nel quinquennio 1935-1940. Non manca il momento più importante della storia del Borgo: l’inaugurazione della Chiesa il 24 novembre 1940.
Il supporto originale è, naturalmente, la pellicola 16 millimetri. Per ragioni tecniche non è stato possibile riversare e digitalizzare il materiale in modo canonico. Si è così provveduto a recuperare una lampada ad arco e a rimettere in funzione il vecchio proiettore. La proiezione è stata quindi ripresa con una videocamera e il girato è stato digitalizzato. Un ingegnoso processo “fai da te” che ha permesso di rendere fruibili a tutti queste emozionanti testimonianze di vita vera.
Vulcania e Stockholm. Due vari storici documentati da Dante Fornasir
La storia dell’ingegner Dante Fornasir, insieme con il fratello Francesco tra i due fondatori del Borgo, è profondamente legata al periodo d’oro di Monfalcone, come tecnico di fiducia e progettista dei Cantieri Navali dei Cosulich e della Nuova Monfalcone, oggi nota come “Villaggio operaio di Panzano”.
Qui Dante coltivò anche la sua passione per le riprese documentaristiche, lasciando eccezionali testimonianze. Come quelle dei vari di due navi passate alla storia: la “Vulcania” e la “Stockholm”.
La “Vulcania” fu varata il 18 dicembre 1926 e, insieme alla gemella “Saturnia”, elevò gli standard qualitativi ed estetici dei transatlantici. Le due navi, sopravvissute alle distruzioni della Seconda guerra mondiale, diventarono nel secondo dopoguerra simboli della grande emigrazione transoceanica, in particolare quella degli esuli giuliano-dalmati.
Le sequenze realizzate da Dante Fornasir si riferiscono probabilmente a un successivo varo della “Vulcania” nel 1934, a seguito d’ interventi di riattamento.
La seconda testimonianza è quella di uno dei due vari della motonave “Stockholm”: difficile dire se il primo del 29 maggio 1938 o il secondo del 10 marzo 1940, effettuato dopo la ristrutturazione della nave a seguito di un incendio che l’aveva distrutta durante l’allestimento degli interni.
La “Stockholm” di Monfalcone è spesso confusa con la omonima rompighiaccio svedese che il 26 luglio 1956 speronò e affondò l’”Andrea Doria”. Ma questa è un’altra storia.