Sabato 22 novembre, a partire dalle 18.15, un grande evento nel Salone degli Specchi di Palazzo Lantieri, che apre simbolicamente il 60° INCONTRO Culturale Mitteleuropeo. Un momento celebrativo con la giornalista Lucia Bellaspiga che dialogherà con il Sindaco di Nova Gorica Samo Turel e il Sindaco di Gorizia Rodolfo Ziberna, a ricordo dello storico Incontro al Municipio di Nova Gorica nel 1965 tra i sindaci Michele Martina e Joško Štrukelj. Sempre Lucia Bellaspiga introdurrà il momento clou della serata: il Concerto dedicato alla fratellanza Brüderschaft della pianista veneziana di fama internazionale Letizia Michielon, con un programma di assoluto interesse musicale. Musiche di Mozart, Beethoven, Chopin e Ravel. E una première di una composizione della stessa Michielon, omaggio a Giuseppe Ungaretti.

Pianista, docente al Conservatorio “Benedetto Marcello” di Venezia, filosofa della musica, critica musicale, compositrice, Letizia Michielon è una figura poliedrica, capace di unire in sintesi originale esecuzione, ricerca e pensiero estetico, con “una concezione dell’interpretazione quale sfida proiettata nel futuro, in grado di incidere profondamente nell’avventura della conoscenza.” Da alcuni anni, in particolare, si sta dedicando al pensiero beethoveniano, registrando l’integrale delle sonate e principali opere pianistiche. Alterna esibizioni e workshop in vari Paesi del mondo e, anche come compositrice, opera per una committenza internazionale, spesso traendo spunto da suggestioni figurative o da letture filosofiche e poetiche. Sue registrazioni e interviste sono state trasmesse dalla RAI, Radio della Svizzera Italiana, Radio Televisione di Capodistria, Radio di Salt Lake City e NHK di Tokyo.

L’incontro con l’ICM tra il 2021 e il 2022, l’ha portata a condividere con partecipazione lo spirito di Gorizia e degli Incontri Culturali Mitteleuropei, dedicando il suo Concerto Brüderschaft-Fratellanza e la sua omonima composizione all’ICM e al 60° Incontro, con un omaggio speciale al poeta Giuseppe Ungaretti, che dal 1966 illumina il percorso dell’Istituto.

“Il tema della fratellanza è il filo segreto dell’intero programma.
Il dolore e la morte che caratterizzano i capolavori del classicismo viennese si trasfigurano infatti in speranza grazie all’apertura metafisica condivisa con gioia in una dimensione comunitaria e fraterna.
La declinazione più intima della Brüderschaft all’interno del microcosmo chopiniano lascia spazio al vortice di La Valse, poema del desiderio ove l’unione sensibile e spirituale conduce alla follia della identificazione e della distruzione, da cui può sorgere però un nuovo mondo.
Intriso di luci e ombre è infine il brano dedicato a Ungaretti, eco della profonda emozione suscitata in me dalla visione delle foibe. Alla violenza che spalanca abissi si contrappongono l’intuizione e il sogno di un futuro colmo di pace e amore solidale.”