Con il concerto Orienti, il Fadiesis Accordion Festival e il Giappone arrivano a Gorizia
Orienti
Sabato 2 dicembre, ore 18.00 – Ingresso libero
Sala Incontro della Parrocchia di San Rocco | via Pietro Venerio, 1 – Gorizia
Roberta Lioy, violino
Elisa Fassetta, violoncello
Marcoantonio Cornacchia, contrabbasso
Aoi Uegata, fisarmonica
Naomi Okabe, fisarmonica
In collaborazione con EU-Japan Fest, ICM – Istituto per gli Incontri Culturali Mitteleuropei di Gorizia e Matè Solisti Lucani
Il Fadiesis Accordion Festival-Festival Internazionale Fisarmonicistico nasce a Pordenone nel 2011, per poi duplicarsi sul palcoscenico di Matera già dal 2012. Oggi, giunto alla sua XIII edizione e ormai ospitato abitualmente nelle due Regioni con eventi che si propagano anche al di fuori dei due capoluoghi, il FAF è riconosciuto tra le più importanti manifestazioni italiane in questo ambito, secondo forse solo al Premio Internazionale della Fisarmonica “Città di Castelfidardo”, con cui è stata avviata nel 2023 una partnership. La missione del Festival è sia riposizionare e far conoscere la fisarmonica fuori dei confini del folclore e in più vaste dimensioni musicali, sia avvicinare esperienze, culture e luoghi lontani, attraverso il significato simbolico di questo strumento che ha attraversato gli oceani, unendo gli Uomini e i Popoli.
Grazie alla collaborazione avviata già da alcuni anni tra l’ICM e l’Associazione Musicale Fadiesis, il Festival approda per il secondo anno consecutivo a Gorizia con il concerto Orienti: un “progetto in movimento” nato nel felice humus di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, in stretta collaborazione con EU Japan Fest, e oggi proiettato verso la Capitale Europea della Cultura 2025 Nova Gorica-Gorizia: quasi un simbolico passaggio di testimone tra due Regioni d’Italia naturalmente e storicamente protese a Est.
In questo “concerto di transizione” si propone un originale confronto musicale fra orienti lontanissimi, con una selezione di brani classici e popolari provenienti dall’estremo Oriente nipponico, dal Levante lucano, dal Friuli Venezia Giulia e dalla Slovenia. Una ricercata contaminazione che saprà sorprendere, ed è resa ancora più affascinante dal raffinato incontro tra gli archi e il mantice, tra musicisti friulani e lucani e due fisarmoniciste giapponesi, ambasciatrici di uno strumento sempre più apprezzato nel loro Paese.




